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 AMICI A QUATTRO ZAMPE
di PATRIZIA DI RUPO e DENISE MELIS
dalla GAZZETTA DEL MEDIO CAMPIDANO
 
 
PRESENTAZIONE RUBRICA
 

Questa rubrica nasce con l'obiettivo di dare quante più informazioni possibili ai proprietari di cani, ma anche ai semplici appassionati. In Italia, nel 2002, si stimava ci fossero nelle nostre famiglie circa 6.900.000 cani (fonte:Ministero della Salute); a distanza di quasi 10 anni il numero è più o meno di 7.000.000.
Tutti in un modo o nell'altro, abbiamo a che fare con i cani, sia che essi vivano insieme a noi oppure con gli altri, parenti, amici o conoscenti.
Tutti in un modo o nell'altro, abbiamo idea di come educare un cane in base ai luoghi comuni, per sentito dire o alla personale esperienza di ognuno di noi.
Ma siamo sicuri di riuscire a capire veramente il loro linguaggio così diverso dal nostro? Capire il linguaggio é fondamentale per riuscire ad aiutare il cane ad inserirsi serenamente nella famiglia d’adozione e nel contesto urbano in cui vive.
Questo lo possiamo fare adottando un metodo educativo basato sulla collaborazione del cane, sfruttandone la naturale voglia di imparare.
Infatti è stato accertato che sgridare o punire il cane non ha quegli effetti educativi che noi vorremmo. In realtà per il cane quella sgridata o punizione è una aggressione gratuita, non collegata all’azione che stava compiendo e che noi volevamo correggere. L’impressione che riceviamo è quella di aver fatto capire al cane l’errore, in realtà il cane si blocca solo per paura; tant’è vero che quello stesso comportamento verrà riproposto in nostra assenza.
In questa rubrica non solo andremo alla scoperta di come risolvere i problemi più frequenti di convivenza con il cane, delle razze più diffuse nel medio campidano, ma affronteremo il percorso IDEALE che chiunque voglia adottare un cane dovrebbe intraprendere: dalle motivazioni che spingono all'adozione, alla scelta del cane,all'educazione dai primi mesi di vita fino all’età adulta, per una serena convivenza.

 

NELLA FOTO  LA NOSTRA MAMMOLA E IL NOSTRO GABRIELE...     .

 
   
 
ADOTTARE UN CANE,UNA SCELTA RESPONSABILE
 

"Mamma!! Me lo prendi un cane?". Chissà in quante famiglie la scelta di adottare un cane è partita da questa richiesta. L'adozione di un altro essere vivente, appartenente ad un'altra specie, non può basarsi sulla volontà di accontentare o soddisfare un proprio bisogno inconscio di affetto.
La scelta di adottare un cane deve essere determinata da diversi fattori: la disponibilità di ogni componente del nucleo familiare ad accoglierlo, gli impegni sociali, il lavoro, la gestione del tempo libero, la condivisione degli spazi domestici, un budget economico che permetta di sostenere le spese per una corretta alimentazione, per le cure mediche e per il benessere in generale del cane; soprattutto dobbiamo conoscere quali sono le sue reali esigenze e renderci conto del fatto che convivere con lui implica sacrifici e rinunce,e che l'adozione non è una sua scelta, ma nostra.
Stabilito che siamo pronti ad accogliere il nuovo amico, andiamo alla ricerca di quale potrà essere quello "giusto" per noi. Non orientiamo la nostra scelta sull'ultimo cane alla moda, sull'aspetto esteriore o su quanto possa commuoverci vederlo dentro ad un box di un canile.
La nostra, deve essere una scelta responsabile perché l'obiettivo è convivere con lui serenamente. In questo modo sarà veramente il nostro compagno per tutta la durata della sua vita.
Come possiamo fare per sceglierlo? Nel caso volessimo scegliere un cane di razza, ci possiamo affidare ai consigli di esperti cinofili, potremo essere così aiutati a scegliere la razza che ha caratteristiche più compatibili con nostra personalità e il nostro stile di vita, insegnandoci a conoscere meglio il mondo del cane.
Oppure se la nostra scelta è orientata verso un meticcio, ci affideremo a coloro che gestiscono i canili o i rifugi e che sapranno indicarci quale tra i meravigliosi ospiti potrà essere quello giusto per noi.
Nel prossimo appuntamento parleremo di come orientarsi nella scelta della razza,quale cane per quale famiglia!

 

NELLA FOTO  CLAUDIA E SUPER-VITTO!!!

 
   
 
CANE DI RAZZA O METICCIO?
 

Nel precedente appuntamento abbiamo parlato delle valutazioni da fare per decidere se adottare o no un cane, appurato che siamo pronti ad accogliere in casa un nuovo amico, vediamo quale cane scegliere, se di razza o meticcio. 
Anche nel caso scegliessimo di adottare un cane di razza, dobbiamo sempre tenere conto di tutti quei fattori determinanti di cui abbiamo già parlato.
Le razze canine ufficialmente riconosciute sono oltre 400.
Ognuna di esse ha differenti caratteristiche e potenzialità quindi è importante ricercare nella razza quelle caratteristiche che ci piacerebbe ritrovare nel cane che vorremmo adottare: la socievolezza con le persone e gli altri cani, la naturale predisposizione all'impegno fisico, la propensione all'addestramento, la tendenza ad abbaiare, l'abilità alla guardia e alla difesa, l'adattabilità alla vita nel contesto urbano.
Per esempio, se siamo tendenzialmente delle persone poco attive e solitarie non andremo alla ricerca di un golden retriver oppure se abitiamo in un piccolo appartamento e abbiamo tanti amici, non faremo sicuramente la felicità, di  un pastore maremmano, facendolo vivere in uno spazio non adatto a lui e in mezzo a tanta gente. 
E' bene sapere che la conoscenza approfondita della razza, ci permetterà di ridurre i rischi correlati alla scelta; inoltre dobbiamo considerare che cani appartenenti alla stessa razza non sono necessariamente uguali: in generale, ognuno di loro rispecchia le principali caratteristiche tipiche della razza, ma ogni cane è un individuo a sé, in quanto i fattori ambientali influiscono sul carattere del cucciolo. Perciò volendo adottare un cane di razza  rivolgiamoci ad allevamenti seri e certificati. Solo allora saremo sicuri di aver fatto il primo passo verso un'adozione responsabile.
Se la nostra scelta si orienta su di un meticcio, i parametri di valutazione non devono essere molto diversi.
Una differenza di cui dobbiamo tenere conto è che spesso questi sono cuccioli abbandonati,  precocemente tolti alla madre e molto più bisognosi di attenzioni e cure particolari.
Questo sicuramente comporterà inizialmente maggior impegno e pazienza  ma  con l'andar del tempo verrà sicuramente ricompensato dalla notevole capacità che questi cuccioli hanno nell'adattarsi alla vita e dalle soddisfazioni,oltre naturalmente all'affetto, che ci daranno.
Nel nostro territorio sono presenti vari canili e rifugi, gestiti sia dalle Amministrazioni Comunali che da Associazioni di volontariato Onlus, a cui potersi rivolgere nel caso volessimo adottare un meticcio.
Gli operatori e i volontari che ci lavorano saranno ben lieti di aiutarci e a condurci nella scelta.
In ogni caso, sia che si tratti di un cane di razza, piuttosto che di un meticcio, per adottarlo possiamo farci accompagnare da un educatore che può aiutarci indirizzandoci a fare la scelta migliore per noi e per il nostro  futuro amico per  rendere questa convivenza serena e piacevole sin dal principio.

 
   
 

ADOZIONE DAL CANILE-RIFUGIO

 

Adottare un cane da un canile o rifugio è sicuramente un gesto nobile che dimostra tanta sensibilità, ma non deve essere un gesto spinto dalla compassione, perchè così facendo non vediamo le potenzialità che questi cani hanno e che fuori da lì possono esprimere.
Chi visita per la prima volta un canile può essere portato a pensare che i cani ospitati hanno qualcosa di "diverso", che sono sporchi,"brutti" e malati, ma in realtà sono solo il frutto di abbandoni da parte di chi  non ha voluto continuare ad  occuparsene, mancando l'impegno preso e ha preferito "scaricarli" in strada oppure in una di queste strutture.
Ma quel "diverso", c'è davvero, e lo si vede subito cioè la grande adattabilità di questi cani alle varie situazioni, perchè la permanenza in canile ha sviluppato in loro una buona socialità sia verso i loro simili sia verso le persone, capacità importantissima per l' inserimento nella famiglia.  Quindi cosa ci deve spingere ad adottare un cane da un canile?
La motivazione fondamentale potrebbe essere quella di non dover scegliere un cane da lavoro, ma da compagnia. Se questo è quello che vogliamo la soluzione migliore è andare in un canile-rifugio,dove i responsabili ci aiuteranno a trovare il cane con cui ci piacerebbe dividere la nostra vita, sicuramente tra i tantissimi ospiti sarà più facile trovare colui che ci piace dandogli una nuova possibilità.
Un altro buon motivo potrebbe essere avere la consapevolezza di poter convivere meglio con un cane adulto di cui si conosce la personalità e il carattere, piuttosto che un cucciolo, questo per vari motivi, uno potrebbe essere per esempio la nostra età: una persona anziana non ha più  la forza fisica e la  pazienza necessaria per stare dietro ad un cuccioletto, giustamente instancabile, mentre sarebbe una serena compagnia un cane adulto oppure anziano.

In ogni caso, prima di adottare definitivamente il nuovo amico a quattro zampe, valutiamo accuratamente la nostra scelta,  questo è fondamentale affinché ogni adozione vada a buon fine!

 
   
 

INGRESSO DEL CANE IN CASA.

 

Eccolo....è arrivato il nuovo amico a quattro zampe e naturalmente non dobbiamo farci trovare impreparati. Che sia un cucciolo o un adulto, avremo già predisposto tutto, dal punto di vista pratico e di comportamento  perchè le necessità del cane cambiano appunto a seconda della sua età. In ogni caso, al suo arrivo, diamogli la possibilità di esplorare tutta la casa ed eventualmente il giardino, seguendolo discretamente: è giusto che conosca l'ambiente in cui dovrà vivere e quindi muoversi. La cuccia l'avremo già sistemata in un posto tranquillo, non di passaggio; nel caso il nuovo arrivato sia un cucciolo meglio se per il primo periodo è vicino al letto di un componente della famiglia, infatti per lui il distacco dalla mamma e i fratellini è molto difficile e dobbiamo renderglielo il meno traumatico possibile. Ovviamente l'adozione non avverrà MAI prima dei 60 giorni e nel prossimo articolo ne approfondiremo le motivazioni.  Nel caso di un cane adulto, preso dal canile o rifugio, dobbiamo fare in modo che il luogo di riposo sia in un posto riservato e tranquillo, con pochi stimoli. La notte sarebbe meglio non disturbarlo e, prima di passargli accanto, avvisarlo della nostra presenza magari chiamandolo dolcemente per nome. Dobbiamo ricordare che questi cani non sono abituati ad avere persone intorno nelle ore serali, dato che nei canili o rifugi la notte non c'è nessuno che entra nei loro box.

Se decidiamo di prendere il cucciolo non possiamo catapultarlo nella nostra routine quotidiana, per abituarlo  dobbiamo fare in modo che lui si inserisca  in maniera  graduale; ed è per questo che quando siamo in casa possiamo  lentamente insegnargli ad esempio a stare solo in una camera oppure in giardino per brevi periodi di tempo,  via via sempre più lunghi. Questo permetterà al cane di viversi serenamente le ore di solitudine o comunque senza la nostra presenza,  meglio se queste non sono mai troppe e soprattutto non di seguito; è consigliabile che il cucciolo non stia mai solo più di tre ore, al contrario si annoierebbe, diventerebbe ansioso e agitato. Mentre, per il cane adulto, la situazione è diversa: abbiamo con noi un cane con precedenti esperienze e in più quella del canile o rifugio. Quindi il solo cambiamento di ambiente causerà in lui molto stress,  per quello l'ideale è fin da subito abituare il nuovo amico alla routine regolare, così che si rilassi sapendo già quello che lo aspetta. 

In ogni caso è molto importante, per l' istaurarsi di un bel rapporto con il nostro amico a quattro zampe, condividere attività come passeggiare sia in città che fuori, campagna o mare, fin da subito, perchè la reciproca soddisfazione è un buon presupposto per un adattamento migliore.

 
   
 
L'EDUCAZIONE DEL CUCCIOLO
 

Nella professione di educatrici cinofile, spesso ci siamo sentite chiedere: a che età si inizia con l’educazione di un cucciolo? La risposta viene facile e istintiva per chi conosce bene la mente del cane: da subito! Cioè dal momento in cui viene fatta l’adozione e il cucciolo passa dalle mani dell’allevatore o dell’operatore di canile alle nostre. La responsabilità di far diventare quella meravigliosa palla di pelo un cane adulto equilibrato, affidabile e felice di vivere con noi è solo tutta nostra. Quel cucciolo è una spugna, pronto ad assorbire milioni di informazioni da utilizzare per adattarsi alla vita con noi. La sua mente è in via di sviluppo; questo è il momento migliore per insegnargli chi sarà la guida cioè a chi si deve affidare e seguire per vivere bene e quali sono le sue regole di comportamento. Importante è capire che il cucciolo non sa gestirsi da solo tant’è vero che, per nostra esperienza professionale, il cucciolo lasciato a sé stesso diventa da adulto un cane nervoso e stressato, impegnatissimo a cercare di risolvere i problemi dei compagni umani! Educare quindi significa guidare il cucciolo ad uno stile di vita consono al nostro, influenzando e plasmando il suo carattere in base alle nostre esigenze. Ma da cosa è determinato il carattere di un cane? Due sono i fattori principali: le sue naturali inclinazioni (la parte più istintiva) e le sue esperienze (quella parte che si costruisce e che può essere influenzata e plasmabile). Le naturali inclinazioni sono insite e determinate dalla razza (es: ad un maremmano non si insegna di fare la guardia perché lo sa istintivamente come si fa) o dal mix di razza nei casi dei meticci. Noi possiamo quindi intervenire nell’educazione sulla parte che riguarda la formazione della sua esperienza, riconoscendogli innanzitutto quelle sue caratteristiche naturali e aiutandolo a correggerle o a esaltarle, facendogli vivere il più possibile esperienze che portino il cucciolo a maturare la sua idonea capacità di vivere il mondo: è per questo motivo che è bene farlo socializzare con più cani possibili, diversa taglia, diverse età, diversi caratteri (sempre in maniera ragionata e previdente); è bene farlo socializzare con quante più persone possibili, bambini, adulti e anziani perché solo attraverso l’esperienza della diversità diventerà equilibrato e poco impressionabile dei cambiamenti; è bene che conosca la realtà della vita cittadina, i rumori delle macchine, dei pullman, delle moto, ecc…; è bene anche permettergli di fare adeguata attività fisica che gli consenta di capire quante e quali sono le sue capacità e la buona conoscenza del proprio corpo; è altrettanto bene insegnargli a ragionare ad essere riflessivo attraverso alcune attività da fare insieme che ci permettono di fortificare e strutturare la relazione con lui. Tutte queste esperienze dovrà viverle dietro la nostra guida, insegnandogli ad affidarsi a noi e diventando il suo punto di riferimento.

 
   
 

EDUCAZIONE DEL CANE ADULTO

 

 L’adozione di un cane adulto, non deve prescindere da alcune considerazioni importanti: l’inserimento in famiglia, è sempre un trauma a causa del cambiamento totale di vita; il cane deve abbandonare tutta una serie di abitudini acquisite nel tempo per adattarsi alla nuova realtà, che ne avrà delle nuove. Sarà, quindi, nostro compito aiutarlo in questo adattamento. Ad esempio, portarlo a casa proprio nel fine settimana, quando possiamo stare con lui tutto il tempo, per poi dopo qualche giorno tornare alla nostra routine, potrebbe sembrare una buona idea in realtà dal punto di vista del cane non lo è, in quanto non facciamo altro che allungare i tempi dell’adattamento e rischiamo solo di confondergli le idee. Le prime due settimane sono le più cruciali, in quanto il cane cercherà di capire come si svolgono tutte le varie attività che lo interessano direttamente e che lo coinvolgono: i pasti, l'uscita, il tempo da trascorrere da solo e in compagnia. Perciò cambiare dopo qualche giorno nuovamente la routine, rischia di peggiorare la situazione fino a causargli uno stress eccessivo che potrebbe renderlo ansioso e portarlo a comportamenti indesiderati come l'abbaiare insistentemente, l’ululare o il distruggere oggetti.

Un altro atteggiamento naturale nel cane sarà capire il suo ruolo all'interno della famiglia e chi può essere per lui un punto di riferimento.

Ma qual'è il miglior modo per porre le basi dell'educazione di un cane adulto?

Partendo dal presupposto che non ci sono limiti di età per insegnare nuovi comportamenti ad un cane, dobbiamo capire come fare: tenendo presente il suo carattere e le risposte ai nostri propositi.

Per aiutare il nuovo nostro amico, dobbiamo tenere conto di cosa per lui è importante e fare leva proprio su quelle che per lui rappresentano delle risorse fondamentali, imparando noi per primi a gestirle per bene. Le risorse di cui parliamo sono: il cibo, il gioco e le coccole. Ci sono cani che vanno matti per il cibo, insegniamo loro che se ci danno attenzione, vengono al richiamo, o ci ascoltano otterranno un gustoso boccone; oppure il lancio della pallina, nel caso gli piacesse; piuttosto che una carezza. Questo modo di fare porterà il cane a pensare e quindi a capire che tutte le sue risorse provengono da noi e  per questo motivo dovrà fare riferimento a noi per tutto, e che solo da noi riceve tutto quello che desidera proponendo i comportamenti a noi graditi.

 
   
 
VARIE FASI DI CRESCITA, SVILUPPO FISICO, MATURITA' SESSUALE E STERILIZZAZIONE ANCHE COME STRUMENTO DI PREVENZIONE DEL RANDAGISMO
 

Lo sviluppo fisico del cane inizia alla nascita e ha una durata diversa a seconda della taglia, infatti più il peso da adulto sarà  maggiore più tardiva sarà la fine della sua crescita. Un cane di taglia piccola termina la sua crescita in circa 10 mesi; uno di taglia media in circa un anno; uno di taglia grande in14-18 mesi; mentre uno di taglia gigante in circa 24 mesi. Lo stesso discorso vale per il raggiungimento della maturità sessuale del cane, essendo anch'esso legato alla taglia, ma in linea di massima avviene tra gli 8-18 mesi nelle femmine e i 7-12 mesi nei maschi, raggiunta questa fase il cane sarà in grado di riprodursi. In questa nostra rubrica, parlando di cultura cinofila, non potevamo non affrontare un argomento importante e delicato come quello della sterilizzazione. Quando decidiamo di adottare un cane, lo facciamo principalmente perché mossi da un' esigenza di condividere con lui la nostra vita. Abbiamo già sottolineato negli articoli precedenti quanto sia importante per noi vivere con  lui, ma soprattutto, quanto la decisione dell’adozione ci renda direttamente responsabili del benessere di un altro essere vivente, di cui ci prendiamo carico. Ecco perché dobbiamo saper conoscere e valutare bene quali sono le esigenze del nostro amico a quattro zampe ricordandoci che, per tutta la sua vita, egli dipenderà dalle nostre decisioni, giuste o no. La sterilizzazione del cane, maschio o femmina che sia, è quindi una scelta responsabile: dobbiamo infatti sfatare tutti quei miti, quelle leggende metropolitane che fanno parte delle dicerie comuni, come per esempio che una cagna prima della sterilizzazione deve fare almeno una cucciolata. Gli ultimi dati sulla prevenzione dei tumori mammari e all'utero promuovono la sterilizzazione precoce, ossia fatta prima del primo calore, in quanto questa ne riduce le probabilità al minimo, dato che comunque sono basse già entro il terzo calore. In realtà la tendenza è di  “umanizzare” il cane in tutti gli aspetti della sua vita, incluso quello riproduttivo. Ma è bene sapere che l’accoppiamento tra animali è finalizzato, secondo natura, semplicemente alla prosecuzione della specie. Sono sempre i soggetti migliori che si riproducono. Infatti, nel branco dei lupi, specie di origine da cui derivano i cani, si riproducono solo il maschio e la femmina che hanno le migliori garanzie di far nascere cuccioli sani e forti. Quindi i cani non si accoppiano o si attraggono per piacere o divertimento. Inoltre siamo sicuri di riuscire a sistemare i cuccioli in una famiglia? E poi gli altri faranno lo stesso a loro volta? Secondo una recente ricerca, se una femmina di cane  partorisce anche una sola volta nella sua vita e fa nascere 6 cuccioli, di cui 3 femmine, e queste femmine filiano, nel giro di due anni ci saranno in giro 54 cuccioli, dopo altri due anni 162 cuccioli, dopo altri due anni 486 cuccioli; insomma nel  giro di quasi dieci anni avremo quasi 500 cuccioli! Siamo sicuri che sia facile trovare 500 persone disposte ad adottare responsabilmente 500 cuccioli? No! e se vogliamo la conferma non dobbiamo fare altro che andare a controllare quanti cani ci sono nel canile o rifugio più vicino a casa nostra...forse guardandoli negli occhi potremo prendere la decisione non solo migliore ma di buon senso!!

 
   
 

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Canile Rifugio di Gonnosfanadiga
in località Salaponi
nel comune di Gonnosfanadiga
(provincia di Cagliari)

Per info e adozioni: Maria Caterina 3486995817

              
o scrivi a:
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